
Il dolore degli altri. Dignità, solidarietà e responsabilità in Nessun dolore di Gianni Amelio di Grazia Rosa Anna Miccoli
Una storia che deve ancora accadere
La dichiarazione iniziale colloca Nessun dolore fuori dalla cronaca e dentro lo spazio della possibilità. La vicenda immaginata da Gianni Amelio non domanda soltanto di essere creduta. Domanda che cosa accadrebbe se il dolore normalmente tenuto ai margini del nostro sguardo entrasse nella nostra casa e interrompesse la sicurezza delle nostre abitudini.
A più di trent’anni dal film Lamerica, il regista torna al tema delle migrazioni (e non delle immigrazioni) spostando il punto di osservazione. Al centro non è soltanto chi parte o chi arriva, ma chi viene raggiunto dall’altro. Davide, venditore di libri che quasi non legge, incontra per strada un bambino nordafricano che gli si impone come una consegna inattesa. Lo respinge; il bambino continua a seguirlo e resta vittima di un incidente. Da quel momento lo straniero cessa di essere una figura indistinta. Diventa una presenza concreta, l’origine di un senso di colpa e infine una responsabilità.










